Diritti di Cittadinanza

Oltre al Reddito d’Inclusione Sociale, come misura per far fronte alle situazioni delle famiglie in povertà assoluta, riteniamo, coerentemente con la nostra Carta Costituzionale e con la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, che debbano essere introdotte anche forme strutturate di sostegno al reddito.
Il reddito di cittadinanza si configura come una misura che tende a reintegrare il reddito  delle persone che si trovano sotto la soglia di povertà.
In tal senso va integrata ed armonizzata con la legislazione regionale sulla povertà.
Una misura che l’Europa ha ripetutamente sollecitato all’Italia.
Ci sono molteplici ragioni che ci convincono della necessità e dell’urgenza di una tale terapia strutturata:

Culturali:

  • Si tratta di una misura che: inverte la tendenza rispetto alle politiche rigoriste; consolida il concetto di dignità, indipendentemente dall’attività lavorativa che si svolge. Ogni uomo ha diritto a vivere dignitosamente. Una prestazione di tipo universalistico sottrae e indebolisce il potere della mediazione politica, che sovente sulla condizione di bisogno ha esercitato ed esercita la propria funzione.

Economiche:

  • Questo sostegno offre potere d’acquisto a chi oggi non ne ha. Tutte le risorse andrebbero in consumi alimentando il PIL regionale e nazionale. Trattandosi peraltro di consumi di prima necessità si alimenta un consumo di prossimità (affitto casa, beni alimentari di prima necessità, trasporto pubblico, …). Esso restituisce inoltre un certo grado di “tranquillità” alle giovani generazioni che in tal modo possono costruire le proprie dinamiche di futuro, non stressati dalla necessità di accomodarsi ad un lavoro purchè sia, possono sviluppare la propria creatività, possono costruire progetti di innovazione

Sociali e politiche:

  • È una misura di redistribuzione che tende ad abbassare le differenze, dopo anni di verticalizzazione della ricchezza e di straordinario aumento del divario sociale; attenua i fenomeni di lavoro nero; determina una tendenziale rivalutazione economica dell’ora lavoro. Si tratta in definitiva di “quell’insieme di forme reddituali dirette ed indirette che mirano ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa; le forme reddituali dirette consistono nell’erogazione di somme di denaro, quelle indirette nell’erogazione di beni e servizi in forma gratuita o agevolata da parte di Enti territoriali, enti pubblici e privati convenzionati”

Individuiamo il modello Banca Ore Sociali per l’’attuazione, al fine di mettere in moto politiche attive di promozione e consolidamento della persona. La singola persona nell’ambito dell’accesso alla misura del Reddito Minimo, elabora congiuntamente agli uffici degli assessorati comunali preposti un progetto individuale di inclusione sociale, attraverso la valorizzazione in ore e l’integrazione di diverse attività (lavoro, studio, volontariato, …) che vanno obbligatoriamente esercitate, pena la decadenza dal beneficio.

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